14 settembre, 2005

Ubuntu


Ubuntu regnò sui Doddo Orientali dai primi anni '20 ai primi anni '20. Figlio di Urguz, di Baullé e di Gurun, ebbe sempre grossi problemi con l'ufficio anagrafico, ma trascorse un'infanzia serena, punteggiata da pochi massacri e saccheggi.
Il nonno Malox lo iniziò alle arti divinatorie e già a sei anni seppe prevedere il risultato di Bologna-Spal, campionato 1959, girone di ritorno.
Ubuntu salì sul trono giovanissimo, ma il buon padre Urguz (o Baullé) lo fece scendere subito con uno scappellotto, ché glielo sporcava.
A diciotto anni sposò Sciurascura, una splendida fanciulla di etnìa Sorate che gli donò quattro figli. Ubuntu rifiutò garbatamente, con il pretesto che i figli non erano suoi. Lo scontro tribale fu inevitabile.
La guerra infuriò per anni nella savana. Agguati, zagaglie, guaiti, tafferugli a non finire alla fine ebbero fine quando il padre Baullé (o forse Urguz) si ritirò in eremitaggio sulle Colline-della-Luna-Bassa-Quando-è-Bassa-Altrimenti-No.
Ubuntu, abbandonato anche dalla madre (o forse padre) Gurun, cadde in miseria. I suoi amici più fidati non dimenticarono i lunghi anni trascorsi insieme e alla fine di un lungo inseguimento lo presero e riempirono di botte. Solo e contuso, triste e confuso, bisognoso di affetto e di un'altra rima baciata, il nostro eroe vagò in esilio nutrendosi di miceti, micetti, carpe e scarpe, vermi e vermicelli. Si dissetò con l'acqua delle pozzanghere assolate (a lui si deve l'invenzione del brodo primordiale), si vestì di corteccia d'albero (da qui il suo portamento un po' legnoso), passò le lunghe notti solitarie leggendosi le mani e arrivando a conoscerle palmo a palmo.
Dopo una lunghissima marcia Ubuntu giunse nel Paese dei Balocchi e qui fu arrestato, processato e condannato per sconfinamento letterario. Trascorse cent'anni di similitudine nella scopiazzatura di un celebre romanzo, tra personaggi incolori e binari morti narrativi, carestie di idee e prose zoppicanti, periodi ridondanti e ripetitivi come questo. Evase grazie all'aiuto di un correttore di bozze ribelle che lo camuffò da refuso e lo imbarcò in un manuale di storia africana. Qui corruppe un editor e penetrò nel capitolo che lo riguardava, ribaltando i fatti. Riacquistato così il regno Ubuntu visse abbastanza felicemente fino alla morte, avvenuta in circostanze misteriose dentro una pentola a pressione. Riposa nella tomba di famiglia accanto al padre, al padre e alla madre (o forse alla madre, alla madre e al padre).

6 Comments:

Anonymous Anonimo wrote ...

Great blog! I have added it to my list,
and will check back often.

Best Wishes,
Ken
Cheaper Gas

7:07 AM  
Anonymous LamaDiCorte wrote ...

Scusa, non è per puntualizzare, ma nella biografia di Ubuntu c’è qualche imprecisione. Non è menzionato, ad esempio, il celeberrimo ratto delle Colline-della-Luna-Bassa-Quando-è-Bassa-Altrimenti-No.
Quando Urguz si ritirò, non fu per mero desiderio di eremitaggio: negli anni delle battaglie tribali, durante un corpo a corpo, il padre di Ubuntu si ritrovò aggrovigliato con quello di una topona di nome Anemos, amica d’infanzia di Sciurascura.
L’indomita amazzone (di origini greche e grande sor cah) animata dal desiderio di vendicare l’infamia compiuta ai danni dell’amica si avvinghiò al fallo del vecchio guerriero fino a risucchiargli anche il cervello. Urguz ci prese gusto, Baullé un po’ meno. Anemos decise di abbandonare la carriera di cavallerizza e di farsi una famiglia come dio comanda.
La vita familiare di Ubuntu divenne un inferno, così per porre fine ai musi lunghi a cena Urguz decise di fuggire col ratto, che nel frattempo era sempre rimasto appeso lì, sulle famose Colline-della-Luna-Bassa-Che-Prima-Era-Alta,-Ma-Non-Vedeva-Bene-E-Siccome-Voleva-Apprendere-l’Antica-Arte-Della-Fellatio-Si-Adeguò, per invecchiare così, da uomo-cannuccia.
Baullé in un impeto di rabbia sterminò la prole di Sciurascura, e Gurun che si era un po’ rotto il cazzo di tutta questa violenza decise di porvi fine facendo sparire la madre di Ubuntu (alcuni dicono che la incorporò al cemento delle colonne d’Ercole, altri che l’avvelenò, ma secondo gli storici contemporanei la donna probabilmente non è mai esistita. Certo questo riaprirebbe il caso dell’assassinio dei quattro figli di Ubuntu e non giustificherebbe la fuga di Urguz…..ma ‘sticazzi, ormai son passati un sacco di anni…) e sposando Sciurascura.
Oltre che in miseria Ubuntu, cadde in depressione. Fu in quello stato che giunse al Paese dei Balocchi.
Il resto della storia è corretta, a parte le modalità di tumulazione.
Insomma, nella tomba di famiglia, per quanto ne so io, Ubuntu riposa accanto al corpo di UrguzconannessoRatto e sotto quello di Sciurascura, che ogni tanto, da sopra, gli sputa.
C’è anche una finta tomba con una lapide di similmarmo riportante l’anagrafica di Baullé, che però non c’è.

8:12 PM  
Anonymous LamaDiCorte wrote ...

(ma chi è 'sto Ken? E' bono? E' sposato?)

2:57 PM  
Blogger bruno wrote ...

Ken è il tipico ragazzone americano che ama i grandi orizzonti, i grandi ideali...
Tifa per i Giants, ammira i big, vive tra il Grand Canyon e la Grande Mela, va a fare la spesa con l'autoarticolato per non sbagliare gli indeterminativi, col rimorchio per provarci con le ragazze, quando butta le scatolette i poveri ci fanno le piscine, quando spende spande, quando vende svende, quando viene sviene.
Abita in una casa tanto grande che si sente un po' isolato, ha una fidanzata ufficiale e una caporal maggiore, ha whisky d'annata e tequila dannata... ha tutto quello che un uomo può desiderare e niente di ciò che lo può soddisfare, ha tutto e nulla, ha Cip e Ciop, ha rock & roll, ha una vita davanti e i freni rotti, le mani bucate e i pugni stretti...

12:17 AM  
Anonymous LamaDiCorte wrote ...

Bah, il link punta su un sito con il font di Cocco Bill dove si parla di pompe. E comunque se è fidanzato.......

4:22 AM  
Blogger kickyarbutt wrote ...

Ma ken non stava con la barbie ??? Oppure mi sono distratto un atomo...
kick

9:51 PM  

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